mercoledì 1 maggio 2013
Anteprima: DARK CITY di Vittorio Vandelli
Alla fine del XXI secolo, Emiliopolis è una delle megalopoli sterminate, oscure e inquinate, che formano il megastato di Euroamerica, sedicente democrazia ipertecnologica basata sul pensiero unico, sulla neo-lingua chiamata High-Tech-English e sul modello sociale americano più conservatore.
La metropoli è minacciata da un imminente attacco terroristico ordito dagli IOUE, gli Emirati Islamici Orientali Uniti, il grande califfato integralista che ha unito tutti gli ex stati musulmani, in permanente conflitto con Euroamerica.
Incaricato di sventare la minaccia è Dick, agente speciale a contratto e scrittore, sulle cui spalle pesa un fardello che ne ha segnato l’esistenza e che lo rende insensibile al rischio. L’indagine lo porta in giro per il mondo, da una parte all’altra dell’unico confine rimasto.
Nel corso dell’indagine Dick si trova coinvolto in un gioco più grande di lui che lo porta a scoprire una serie di realtà inconfessabili del mondo nel quale vive. Egli stesso diventa così una preda e non è più in grado di capire chi siano gli amici e chi i nemici dai quali è costretto a fuggire. Si rende allora conto che l’unica possibilità di sopravvivenza per lui stesso e la sua città è quella di rivelare al mondo il terribile segreto che ha scoperto, in una corsa disperata contro il tempo e contro tutti, nella flebile speranza che la scrittura possa ancora salvare il mondo dall’Apocalisse.
Vittorio Vandelli
DARK CITY
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-814-4]
Pagg. 328 - € 20,00
http://www.edizionisolfanelli.it/darkcity.htm
martedì 30 aprile 2013
author's biography
Vittorio Vandelli was born
in Modena, Italy, in 1956. He
teaches English Language and Literature in a Liceo Linguistico (Grammar School
of Languages). In the early 80s he graduated in Anglo-American literature at
the University of Bologna with a thesis on Raymond Chandler. In 1989 he was
among the finalists of the national literary prize ‘City of Modena’ with his
noir novel Scrivere o Uccidere.
Since the 90s Vandelli has carried out various cultural activities: he
translated Strabewrry
Fields (Giunti,
95), and The Complete Beatles Chronicles (Giunti,
96); he held courses on American literature and cinema for schools and institutions;
for the same organizations he also gave lectures/concerts on American folk
music. In 2000 he published two satirical novels on the world of education: Il professor Bingo e Il professor Bingo e il nuovo che
avanza. In 2003 the noir novel Runaway-fuga a Venezia was published. In 2006 the
collection of short-stories Questa scuola non è una azienda – i racconti del professor Bingo
was printed by the publisher Pendragon. In 2008 he was the editor
of the collection of short-stories Il Dodecalogo - racconti e contributi di insegnanti-narratori
sul mondo della scuola, published by Gilda degli Insegnanti,
which includes his short-story Il professor Bingo e le Idi di Marzo. In 2010 a collection of articles,
published in magazines and internet sites, was published with the title of Le Pillole del prof. Bingo
2000-2010 - dieci anni vissuti pericolosamente all’interno della scuola
italiana. In the same period he established the band Blue Raincoats which
performed two shows, Song from a Room, a
tribute to Leonard Cohen, and Bob Dylan Suite. In May 2013 his latest noir novel Dark City was
published. In April 2014 he performed a live tribute to American folk protest
music, titled The Sound of the Greenwich
Village, to celebrate the 50th anniversaries of M. L. King’s
speech I Have a Dream and of Bob
Dylan’s Blowin’ in the Wind. In
October 2014 he published Berlusconi’s
new Ventennio – a Portrait of Italy and its Godfather, his first book in
English, an essay which tries to explain the erosion of democracy that has been
going on in Italy to foreign readers.
lunedì 29 aprile 2013
L’intreccio è interessante, in molti passaggi
avvincente, e presenta un protagonista, originale mix di Bond, Marlowe e
Indiana Jones, sempre in fuga, impegnato in avventure di diverso spessore, che
lo portano a inoltrarsi tanto nel mondo della celluloide che in quello molto
più colto dell’arte.
La parte del romanzo più riflessiva e saggistica, relativa alla realtà, risulta
molto più coinvolgente anche se il ritmo è inevitabilmente più lento. Gli infiniti riferimenti e richiami
alla letteratura di genere (noir e poliziesco, ma non soltanto), al cinema e
soprattutto all’arte, alla cultura e alla poesia romantica, così come le
analisi religiose, politiche, filosofiche e tutto il mondo che sottende al
romanzo, il privato del protagonista, la musica, parte fondamentale e vitale
del racconto, sono terreno particolarmente adatto a un lettore colto e
coinvolto, interessato e consapevole,attento ai continui spunti di riflessione
offerti tanto dalla storia in sé che dall’uso di un registro narrativo mai
banale. Una volta entrati nell’atmosfera del romanzo diventa difficile smettere
di leggere.
Margherita
Montipò (docente di letteratura italiana )
Dick, Orwell, Huxley sono tutti presenti in questo
godibilissimo romanzo. I richiami ai classici del romanzo distopico di
fantascienza sono continui, specialmente nella prima parte della storia: nei
"megastati" alla 1984 ci si trova immersi in atmosfere da
pecore elettriche finche' il soma non ci trascina nel Mondo Nuovo
e poi di nuovo al cospetto del Grande Fratello con la neo-lingua.
Marcello Ventilati (fantasy writer)
Ho letto molto volentieri il suo romanzo di fantascienza, "Dark City". Lei è il nuovo Aldous Huxley. In particolare mi è piaciuto il capitolo 37 in cui si descrive la società materialistica e consumistica di Euroamerica. Attendo con impazienza un altro suo libro.
I'm in the thick of it, and I like it. I want to read on even if the learned language makes it hard for a foreign reader. I'm waiting for the English version...
(…) The plot
is interesting, gripping in many passages, and it has a protagonist, a mix of
Bond, Marlowe and Indiana Jones, who is always on the run, engaged in
adventures of different prominence that takes him both into the world of cinema
and into the much more cultured world of Art. The more reflexive and essayistic
parts of the novel, which refers to today’s reality, are more involving, even
if the rhythm is inevitably slower. The endless references and links to noir,
hard-boiled and other literary genres, to films and, above all, to Art, culture
and romantic poetry, are fertile ground for a cultured and involved reader,
interested and conscious, who pays attention to the continuous reflective cues
offered both by the story itself and by the use of a never banal narrative
register. The same reader will appreciate the religious, political,
philosophical analyses and all the world that is behind the novel, like the
private life of the protagonist, like
music, which is a fundamental vital part of the narrative. Once the
reader enters the atmosphere of the novel to stop reading becomes difficult(…)
Queste citazioni sono addirittura forse troppo frequenti
nella prima parte, che sembra un vero e proprio collage di classici benche'
riadattato in maniera ottimale al nostro presente. Chiaramente un lettore meno
avvezzo al genere non avvertirà questo "eccesso", quindi si puo' dire
che questo difetto sia puramente soggettivo e di conseguenza di scarso peso.
Comica la "globalizzazione all'emiliana",
incarnata da Mustafa ma soprattutto da Biccio, che nonostante il futuro
ultraglobalizzato non riescono a sbarazzarsi della provincialita' contadina di
queste terre, incapaci di adattarsi completamente ai tempi che avanzano, in
quel ripetersi della storia proprio dei nostri nonni alle prese col digitale
terrestre e una neo-lingua italiana gia' contaminata da decine di termini
anglofoni.
Avvincente la storia, classica la conclusione (non si puo'
sconfiggere il sistema globalizzato dove in realta' sono tutti d'accordo, o
almeno non nell'immediato), ma come affermato alla presentazione ai Giardini
Ducali non e' il finale ad essere importante, ma il viaggio che porta Dick alla
scoperta di questo mondo nuovo e del suo sottomondo. Dark City mantiene
esattamente la struttura dei classici del genere, dove la storia non e' altro
che un coinvolgente pretesto per mostrare uno spaccato della societa' che
potrebbe essere in un futuro non poi cosi' lontano. E che, essendo purtroppo
l'uomo sempre lo stesso, non e' mai troppo diversa da un romanzo all'altro,
anche a quasi un secolo di distanza.
Ho letto molto volentieri il suo romanzo di fantascienza, "Dark City". Lei è il nuovo Aldous Huxley. In particolare mi è piaciuto il capitolo 37 in cui si descrive la società materialistica e consumistica di Euroamerica. Attendo con impazienza un altro suo libro.
Alessia Pinelli
da www.ciao.it
Jacqueline Callagher ( teacher of English)
giovedì 18 aprile 2013
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